il futuro della Milano ippica

Quì potrete discutere di tutti gli argomenti che non sono presenti nelle altre categorie del forum.
Rispondi
Avatar utente

Autore Argomento

orecchielunghe

Pronoman
Messaggi: 4173
FC: 4175Fanta Coin
Reazioni: 7
Iscritto il: 11/01/2018 - 9:11
Località: Leggiuno

#1

Messaggio da orecchielunghe » 05/04/2018 - 7:08

Si leggono quasi ovunque voci più o meno accreditate, con successive smentite e controsmentite, che riguardano la vendita di buona parte dei siti ippici di Milano.

Le prime avvisaglie c'erano state quando si parlava della vendita delle storiche, anche se abbandonate, scuderie De Montel.

Anche se le voci su una probabile dismissione di varie aree ippiche circolavano da qualche mese, recentemente si è appreso dai vari social che trattano dell'argomento che Snaitech, proprietaria delle aree in questione, sia in procinto di venderne almeno tre delle quattro ad aziende operanti nel settore dell'edilizia.

Le aree a rischio vendita sono il vecchio trotter di San Siro, l'ex pista di allenamento del galoppo La Maura (dal 2015 utilizzata per le corse al trotto) e l'attuale pista di allenamento del galoppo di Trenno, con scuderie annesse.

Nel frattempo, gli operatori presenti nella pista di Trenno lamentano condizioni delle piste al limite della praticabilità, con conseguenti enormi difficoltà nel condurre gli allenamenti dei propri purosangue, con gravi rischi per la sicurezza e l'integrità fisica di uomini ed animali.

Se davvero le tre aree venissero vendute, quale sarebbe il futuro dell'ippica milanese, e forse di tutta l'ippica italiana?

Una delle voci più accreditate riguarda lo spostamento del trotto dalla Maura a San Siro galoppo, con la costruzione della pista per i trottatori all'interno di quelle del galoppo e con la conseguente rimozione degli ostacoli per le corse in siepi, steeple-chase e cross country.

La stessa soluzione è già stata adottata a Firenze (dopo la chiusura delle Mulina, il trotto si è spostato all'interno del Visarno) ed a Roma (dopo la chiusura di Tordivalle si è andati all'interno di Capannelle), con risultati modesti a detta degli addetti ai lavori.

L'unica area della quale al momento non si tratta la vendita è quella dell'ippodromo di San Siro galoppo, protetto da vincoli artistici e di destinazione d'uso. Ma se venissero a mancare le piste di allenamento, dove verrebbero trasferiti i cavalli stanziali? Se non si trovassero dei centri di allenamento esterni e privati o se non ne venissero approntati di nuovi fuori dall'area urbana, diventerebbe praticamente inutile l'ippodromo del galoppo. E' forse questa la strategia dei proprietari delle aeree, cioè quella di fare terra bruciata intorno all'ippodromo per poi poterlo alienare, essendo questa l'area più produttiva per una successiva riconversione a zona residenziale?

A voi i commenti e suggerimenti.


se tutto va bene siamo rovinati

BetFlag
Avatar utente

Autore Argomento

orecchielunghe

Pronoman
Messaggi: 4173
FC: 4175Fanta Coin
Reazioni: 7
Iscritto il: 11/01/2018 - 9:11
Località: Leggiuno

#2

Messaggio da orecchielunghe » 12/04/2018 - 9:14

Snaitech vende a Playtech, multinazionale attiva nel campo dei software e dei servizi per l'online gaming.
se tutto va bene siamo rovinati

Avatar utente

Autore Argomento

orecchielunghe

Pronoman
Messaggi: 4173
FC: 4175Fanta Coin
Reazioni: 7
Iscritto il: 11/01/2018 - 9:11
Località: Leggiuno

#3

Messaggio da orecchielunghe » 07/08/2018 - 4:01

E' notizia di questi giorni che il TAR della Lombardia ha respinto i ricorsi di Snaitech relativamente al vincolo di interesse storico-artistico posto nel 2004 dal Ministero per i beni e le attività culturali per l'ippodromo di San Siro galoppo.

Già il fatto in sè che Snaitech abbia presentato due ricorsi, nel 2005 e nel 2017, presumibilmente al fine di poter utilizzare l'area di cui è proprietaria per scopi diversi da quelli dell'attività agonistica ippica, lascia intendere le reali intenzioni della stessa Snaitech.

Vedremo se questa sentenza metterà la parola fine alla querelle relativa alla tanto ambita area del così denominato "Quartiere San Siro", con la salvezza dell'impianto e delle corse, oppure dovremo aspettarci una guerra di trincea in eterno.

da gioconews.it

Il Tar Lombardia conferma vincolo di interesse storico-artistico per il quartiere ippico di San Siro, respinti i ricorsi di Snaitech del 2005 e del 2017.

"Non sembra predicabile una sproporzionata lesione del diritto di proprietà tenuto conto che il provvedimento, contemperando le esigenze della ricorrente in merito ad una riqualificazione dell’area, consente un utilizzo condizionato degli spazi, ammettendone la parziale edificabilità. Valgono, inoltre, le considerazioni già esposte sulla non sovrapponibilità del vincolo con gli ulteriori vincoli apposti da altre Amministrazioni in considerazione dell’eterogeneità dei meccanismi di tutela e dei diversi beni giuridici che i provvedimenti mirano a presidiare. In ultimo, la presunta impossibilità di valorizzazione del bene è smentita dalla stessa ratio della tutela che non esclude possibilità di intervento purché ritenute conformi all’esigenza di conservazione dei valori che i provvedimenti tutelano".

Così il Tar Lombardia ha rigettato i due ricorsi proposti da Snaitech contro il ministero per i Beni e le Attività Culturali - e con l'intervento ad opponendum di Italia Nostra Onlus - per l'annullamento del provvedimento con cui nel 2004 ha dichiarato l’interesse storico - artistico particolarmente importante degli immobili denominati “Quartiere ippico di San Siro” e del provvedimento di dichiarazione di interesse culturale particolarmente importante e contestuali prescrizioni di tutela indiretta emesso nel 2017 dalla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale della Lombardia.

I giudici amministrativi evidenziano che "la crisi attuale del settore ippico non costituisce una ragione invalidante il rilievo storico e artistico dei beni in quanto non rientra nell’oggetto della regola obiettiva che presiede al rispettivo settore di conoscenza e che fonda il giudizio dell’Amministrazione, e, come tale non interferisce con il valore storico e artistico dei beni. Né tolgono rilievo al giudizio espresso le difformità con il progetto originario denunciate dalla ricorrente considerato che il passaggio della relazione censurato osserva che tale non corrispondenza è solo parziale e, in particolare, si registra in ordine ai prospetti, senza, tuttavia, far perdere integralmente le connotazioni di interesse diffusamente indicate nella relazione ministeriale". 

Inoltre, "il trasferimento delle funzioni e di parte delle strutture non si traduce nella perdita del valore storico del bene che, al contrario, risulta ancora identificabile, come agevolmente verificabile dalla documentazione fotografica allegata al provvedimento impugnato.
In secondo luogo, si osserva come la pista centrale risulti sottoposta soltanto a tutela indiretta e, pertanto, non assume alcun valore culturale intrinseco ma risulta soggetta a misure conservative finalizzate a salvaguardare gli immobili sottoposti a tutela diretta, preservando le condizioni di prospettiva e di luce e conservando la memoria dell’impianto sportivo. Vi è quindi una giustificazione razionale ed attendibile della misure che tiene conto delle esigenze specifiche imposte per la tutela degli altri beni e dell’esigenza di mantenere memoria dell’impianto, senza sfociare in un vincolo di carattere diretto, a testimonianza della presa in considerazione dell’assenza di un valore culturale ex se del bene.

In merito alle scuderie di via Aldobrandini, non assume rilievo la circostanza che le opere non siano parte del progetto originario dovendosi considerare il rilievo storico ed artistico che le stesse assumono. Nella relazione allegata al provvedimento impugnato l’Amministrazione evidenzia che la forma di tali strutture riprende la soluzione già adottata dall’architetto Vietti per l’ippodromo del galoppo, adottando lo stile architettonico del cottage inglese o alsaziano, con struttura muraria a graticcio, tetti a forte pendenza, articolati in abbaini e rialzi. Si tratta, pertanto, di un giudizio fondato sulle caratteristiche artistiche delle opere e sulla progettazione delle stesse da parte dello stesso Architetto Vietti, come conferma la memoria difensiva dell’Avvocatura dello Stato che osserva come nell’archivio storico del Comune di Milano siano conservate le tavole di progetto degli anni 1950 e 1951, presentate per l’approvazione, timbrate e firmate dallo stesso architetto.

Quanto alle scuderie di via dei Rompigliosi deve osservarsi come l’Amministrazione accerti che le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria risultano realizzate nel rispetto delle forme e dei materiali originali, con mantenimento dello stato dei luoghi e senza alterazione dei caratteri compositivi e decorativi originali. Ne consegue che le opere, mantenendo i tratti originali, conservano l’interesse storico, offrendo comunque una testimonianza del precipuo stile architettonico che le connota". 

 
se tutto va bene siamo rovinati

Rispondi

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite