Programmazione galoppo

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orecchielunghe

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#1

Messaggio da orecchielunghe » 03/03/2018 - 12:06

Con la riapertura di Roma e quella prossima di Milano, si nota che il programma è palesemente sbilanciato a favore dei cavalli di 3 anni, a scapito degli anziani.

Questa politica viene perseguita su "suggerimento" di coloro che vivono soprattutto sui puledri, per spremerli e poi darli via appena finita la stagione?

Oppure per favorire l'allevamento italiano e la partecipazione alle aste?

I piccoli proprietari che hanno qualche cavallo anziano di medio livello, che cosa possono sperare?

A mio avviso, la programmazione dovrebbe essere centralizzata, cosicchè le corse simili non si sovrapporrebbero, ed i gruppi di potere che spingono localmente le società di corse verso l'una o l'altra programmazione, non avrebbero certamente la stessa influenza che hanno ora.

Quando cominceranno, tra breve, a gareggiare anche i cavalli di due anni, che tra l'altro verranno probabilmente fatti debuttare troppo presto con conseguenze per la loro salute, cosa rimarrà per i quattro anni ed oltre?

Se ci fossero abbastanza cavalli di due e tre anni per confezionare delle corse interessanti, ok... ma pare che tutto questo sia solo un'utopia, e chi possiede puledri in gran numero, sarà ben contento di avere tante corse a disposizione e pochi avversari.

Dite la vostra se volete!


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#2

Messaggio da orecchielunghe » 08/03/2018 - 11:30

Domenica scorsa 4 marzo erano in programma delle prove di buona levatura per cavalli di 3 anni, sia a Roma che a Pisa.

Sebbene la ragione di tale sovrapposizione sia la preparazione ad eventi successivi nei rispettivi ippodromi, il risultato è che le corse non sono riuscite dal punto di vista dello spettacolo e della partecipazione.

Io sono per la programmazione centralizzata, con una o due persone super partes che lavorino a tempo pieno o quasi, oppure abbiano del tempo verso la fine dell'anno precedente per definire la programmazione dell'anno successivo.

In questo va calcolato il numero dei cavalli per ciascuna area, il calendario, la disponibilità degli impianti, le festività e quant'altro per arrivare ad un prodotto tale da non compromettere il già mediocre livello delle nostre corse più importanti, ma anche di quelle di categoria inferiore.

Queste persone sono di difficile individuazione, costano parecchio ma soprattutto non sarebbero l'emanazione di alcuni soggetti che nascondono interessi personali nella stesura dei programmi.

E il Ministero? A parte la fisiologica assenza del dopo-elezioni, ha o avrà al suo interno qualcuno che sappia di cosa si stia parlando? Vorrei conoscere il pensiero dei lettori.
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prato

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#3

Messaggio da prato » 10/03/2018 - 13:45

Quello che dici é giustissimo. Da tempo sembra lo facciano apposta a proporre programmazioni e calendari assurdi...e i risultati si vedono.
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#4

Messaggio da orecchielunghe » 10/03/2018 - 13:56

prato ha scritto:
10/03/2018 - 13:45
Quello che dici é giustissimo. Da tempo sembra lo facciano apposta a proporre programmazioni e calendari assurdi...e i risultati si vedono.
Già... solo che agli operatori del settore, pare faccia più comodo morire lentamente e rassegnati che rischiare di morire sul campo di battaglia.
Della serie raschiamo il barile finchè si può, dopo non ci sarà più manco il barile.

Certe decisioni andrebbero prese da qualcuno in alto, tipo MIPAAF, per il bene di tutti... ma il MIPAAF non sa la differenza tra trotto e galoppo, ha cancellato gli enti tecnici, quindi siamo destinati al fallimento.

Tu che ne pensi? Grazie per la risposta.
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prato

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#5

Messaggio da prato » 10/03/2018 - 23:30

E' una lenta agonia. Penso ci sia un disegno prefigurato in tutto questo altrimenti certe cose non si spiegherebbero.
E dire che in Italia abbiamo i cavalli, i driver, gli allenatori, per competere con tutti. Una volta c'era anche il pubblico, c'erano i giocatori, c'erano gli impianti, pian piano sta scomparendo tutto.
Io penso che se io e te ( :DD ) ci mettessimo un giorno a tavolino in quattro e quattrotto
sapremo tirar fuori una serie di provvedimenti, di modifiche regolamentari (ce ne sarebbero tante da apportare), di idee... In tal caso fra qualche anno forse si riavrebbero gli ippodromi pieni, anche di famiglie coi bambini che giocano nei parchi giochi, oggi praticamente scomparsi, i bookmakers, un calendario corse ben articolato e non fatto coi piedi, orari corse estivo ed invernale ad hoc per ogni singolo ippodromo, ecc. ecc. Adesso purtroppo ci dobbiamo sorbire tutt'altro, perfino la V7 :nooo:

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#6

Messaggio da orecchielunghe » 11/03/2018 - 11:36

prato ha scritto:
10/03/2018 - 23:30
E' una lenta agonia. Penso ci sia un disegno prefigurato in tutto questo altrimenti certe cose non si spiegherebbero.
E dire che in Italia abbiamo i cavalli, i driver, gli allenatori, per competere con tutti. Una volta c'era anche il pubblico, c'erano i giocatori, c'erano gli impianti, pian piano sta scomparendo tutto.
Io penso che se io e te ( :DD ) ci mettessimo un giorno a tavolino in quattro e quattrotto
sapremo tirar fuori una serie di provvedimenti, di modifiche regolamentari (ce ne sarebbero tante da apportare), di idee... In tal caso fra qualche anno forse si riavrebbero gli ippodromi pieni, anche di famiglie coi bambini che giocano nei parchi giochi, oggi praticamente scomparsi, i bookmakers, un calendario corse ben articolato e non fatto coi piedi, orari corse estivo ed invernale ad hoc per ogni singolo ippodromo, ecc. ecc. Adesso purtroppo ci dobbiamo sorbire tutt'altro, perfino la V7 :nooo:
Io vivo in provincia di Varese, a circa 30/40 minuti dall'ippodromo e a circa 1h e 15 da San Siro, sono un galopparo e proprietario di una cavallina da handicap.

Se tu sei un trottaro (bisessuali nell'ippica ne sono rimasti pochi), stai molto meglio di noi galoppari, almeno quanto a cavalli, come numero e come valore assoluto.

Parlando degli ippodromi di galoppo che frequento, Varese d'inverno farà al massimo 150/200 spettatori, inclusi gli addetti ai lavori (circa la metà o più), i servizi sono improponibili e le corse spesso inguardabili.
A San Siro l'impianto è ottimo per gli spettatori, nelle belle giornate primaverili e d'inizio autunno, non mancano le famiglie con bambini, qualche calciofilo che si affaccia prima o dopo la partita quando c'è, le iniziative tipo street food sono molte.

Parlando solo di programmazione e solo di galoppo (di trotto sono quasi completamente all'oscuro), mi chiedo a cosa serva proporre una riunione a settimana durante l'inverno a Varese, con sempre gli stessi cavalli, spesso pochi e scarsi, con un volume di gioco basso, quando si potrebbe correre ogni due settimane, alzare i premi al traguardo favorendo qualche trasferta per i cavalli di stanza altrove. Perfino i cavalli di Milano fanno fatica a venire a Varese con i premi così bassi.

Mi chiedo anche a cosa serva fare tre riunioni settimanali a Milano ed a Roma, con la concomitanza di Pisa prima e Firenze poi, ciascuna da 6 corse. A mio avviso meglio fare meno riunioni, farle da 7 o 8 corse, alternare i sabati e le domeniche tra Milano e Roma, alzare in percentuale il montepremi.
Meno corse = meno scommesse? Forse, ma parliamo di centesimi. Di scommesse ne parlerò, e se vorrai anche tu, in un post che aprirò tra breve.

Io e te potremmo confezionare un programma ad hoc in quattro e quattr'otto? Magari non in poco tempo, ma non potremmo fare di peggio.
Basterebbe studiare il parco cavalli ed il relativo valore (rating), età media ecc ecc per ogni zona, evitare inutili sovrapposizioni di corse simili e stilare un programma in base a tutto questo.

Un disegno prefigurato? Forse...
A mio avviso, le varie società di corse non si parlano e si vedono come il fumo negli occhi, ognuno cerca di rubare il partente all'altro, i più influenti indirizzando le scelte dell'inconsapevole quanto inconsistente MIPAAF, che nella sua totale ignoranza ed indifferenza per il settore, capisce solo le parole "costo zero" (anche se non è vero), guarda a chi ha più dipendenti che potrebbero perdere il posto di lavoro ed assegnano corse e provvidenze a chi piange meglio, anche senza restituire in alcun modo i servizi agli altri operatori della filiera ippica quanto hanno incassato dallo Stato.

Soluzioni? Ce ne sono in quantità... ma sarebbero troppo semplici da attuare... e troppo distanti dagli interessi delle lobby delle società di corse e del gestori delle scommesse, ippiche e non.

Spero di leggere presto un tuo commento, o di altri, anche e soprattutto a riguardo del settore trotto.
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prato

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#7

Messaggio da prato » 11/03/2018 - 23:18

Personalmente seguo da una vita sia il trotto che il galoppo. Da quando mi sono trasferito dalla Toscana in Romagna sono ospite fisso dell'Arcoveggio, assieme 300 persone circa, e del Savio, assieme ad una media di 1200 persone, e qualche volta del Ghirlandina assieme ad uno sparuto gruppo. Il galoppo adesso lo seguo solo sulla t.v. Ho comunque tanta nostalgia delle serate passate all'Ardenza e dei pomeriggi primaverili passati a San Rossore.
Quanto hai scritto é logico e condivisibilissimo. Facendo conto di non averlo letto e di parlare solo dei problemi del trotto direi che la crisi del settore é lampante. Dieci anni fa i prodotti nati furono oltre 4500 nel 2018 saranno meno della metà.
Il movimento scommesse non fa che calare e così anche il montepremi. Il Mipaaf paga i premi stessi dopo diversi mesi e così tanti proprietari hanno chiuso la scuderia, tanti allevatori e guidatori hanno cambiato mestiere (potrei fare nomi su nomi). I posti di lavoro sono ridotti al lumicino.
Dato tutto questo é evidente che allevamento e filiera ippica andranno a scomparire, nell'indifferenza del Mipaaf in primis ma anche dei concessionari...a meno che non venga nominato qualcuno coi titoli e gli attributi giusti in grado di formulare un piano di rilancio in senso lato, un progetto realistico.

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Messaggio da orecchielunghe » 12/03/2018 - 13:29

prato ha scritto:
11/03/2018 - 23:18
Personalmente seguo da una vita sia il trotto che il galoppo. Da quando mi sono trasferito dalla Toscana in Romagna sono ospite fisso dell'Arcoveggio, assieme 300 persone circa, e del Savio, assieme ad una media di 1200 persone, e qualche volta del Ghirlandina assieme ad uno sparuto gruppo. Il galoppo adesso lo seguo solo sulla t.v. Ho comunque tanta nostalgia delle serate passate all'Ardenza e dei pomeriggi primaverili passati a San Rossore.
Quanto hai scritto é logico e condivisibilissimo. Facendo conto di non averlo letto e di parlare solo dei problemi del trotto direi che la crisi del settore é lampante. Dieci anni fa i prodotti nati furono oltre 4500 nel 2018 saranno meno della metà.
Il movimento scommesse non fa che calare e così anche il montepremi. Il Mipaaf paga i premi stessi dopo diversi mesi e così tanti proprietari hanno chiuso la scuderia, tanti allevatori e guidatori hanno cambiato mestiere (potrei fare nomi su nomi). I posti di lavoro sono ridotti al lumicino.
Dato tutto questo é evidente che allevamento e filiera ippica andranno a scomparire, nell'indifferenza del Mipaaf in primis ma anche dei concessionari...a meno che non venga nominato qualcuno coi titoli e gli attributi giusti in grado di formulare un piano di rilancio in senso lato, un progetto realistico.
All'Ardenza non ci sono mai stato, ed a quanto pare mai ci potrò andare, a meno che non venga riaperto.
Ho trascorso qualche pomeriggio pisano al seguito della mia cavalla, un impianto ed una località molto gradevoli, ben diversi da Varese (inteso come ippodromo).
Al trotto manco da più di 20 anni, mi è capitato di guardare in tv qualche corsa, vedendo molta partecipazione di spettatori soprattutto al Savio d'estate.
In ogni caso, per quanto riguarda gli ippodromi ne ho parlato in un post a parte, magari vorrai dare un'occhiata e dire la tua.

Ritornando alla programmazione, che da quanto leggo è un problema anche al trotto, particolarmente in seguito al drastico calo dei nati, quel qualcuno con titoli ad attributi giusti per formulare un piano di rilancio sono convinto che ci sia, ma come ho detto in precedenza, le lobby degli ippodromi e dei concessionari non lo permetteranno.

Gli unici che non hanno una lobby sono allenatori e proprietari, poichè le loro associazioni sono inesistenti o asservite alle controparti, se non addirittura create ad arte da queste ultime.
Quindi, allenatori e proprietari subiscono passivamente ogni sopruso, ivi inclusa una programmazione illogica e deficitaria.

Ma per il MIPAAF, anche a seguito del decreto sulla classificazione degli ippodromi, pare interessi solo il ricavo dalle scommesse, ed in secondo luogo la tutela dei posti di lavoro. Ma quali posti di lavoro? Si parla di 50.000 famiglie interessate dall'ippica tutta, ma di dipendenti registrati mi pare ce ne siano 3.000, quindi il lavoro nero è la stragrande maggioranza.
Come puoi andare a battere i pugni sul tavolo del MIPAAF quando è del tutto evidente che sono quasi tutti evasori?

Ai posteri, ed ai lettori, l'ardua sentenza.
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