Scommesse ippiche e corsa tris / quarté / quinté

Quì potrete discutere di tutti gli argomenti che non sono presenti nelle altre categorie del forum.
Rispondi
Avatar utente

Autore Argomento

orecchielunghe

Pronoman
Messaggi: 4257
FC: 5005Fanta Coin
Reazioni: 20
Iscritto il: 11/01/2018 - 9:11
Località: Leggiuno

#1

Messaggio da orecchielunghe » 11/03/2018 - 12:53

Prima dell'avvento delle scommesse sportive, in Italia si poteva scommettere sul singolo evento solo nell'ippica.

Con l'entrata massiccia delle scommesse sul calcio, anche di paesi semisconosciuti, e su quasi tutti gli altri sport, la scommessa ippica è finita in fondo alla lista delle preferenze del giocatore.

Gratta e vinci, superenalotto, win for life, 10 e lotto, slot machines, video poker, bingo ecc ecc hanno fatto il resto per uccidere la scommessa ippica, che resta attaccata all'alimentazione artificiale.

Ma la scommessa ippica è comunque affascinante, non si basa solo sul puro calcolo delle probabilità (in altre parole, culo), ma sullo studio approfondito delle prestazioni dei cavalli e di tutte le variabili che possono influenzare il risultato.
Detto questo, i pochi appassionati ippici rimasti vengono scoraggiati da molti fattori: il payout insufficiente ed inferiore a qualsiasi altra scommessa; la bassa qualità delle corse, sia come numero di partenti che come valore dei partecipanti; le corse estere, anche se portano qualche beneficio all'ippica italiana.

Cosa si può fare?

Premessa doverosa è che le lobby delle scommesse non promuoveranno, oppure ostacoleranno una riforma che possa portare ad un aumento della scommessa ippica in termini di gioco. Perchè? Abbastanza semplice: i providers che non offrono la scommessa ippica si metteranno per traverso. Ma coloro che la offrono? Sono quasi obbligati a farlo, ma senz'altro preferiscono che si giochi sul calcio marocchino o sulle corse virtuali, costa meno, hanno maggiori guadagni e non hanno tutta una categoria (gli ippici) che chiede a gran voce riforme e cambiamenti.

I monopoli di Stato (AAMS) poco sanno e ancora meno sono interessati alla scommessa ippica per i motivi di cui sopra.

Molte nazioni, come ad esempio la Svizzera, si sono affidate al PMU francese (gestore delle scommesse) per promuoverle all'interno del proprio paese, permettendo ai cittadini di scommettere sia sulle corse che si disputano entro i loro confini che su quelle in quasi tutte le parti del mondo.

Perchè noi no? Anche qui la risposta è abbastanza semplice: le lobby delle scommesse in Italia non vogliono certo che dei professionisti come quelli del PMU possano portare via fette di mercato; il PMU, per la sua credibilità, chiede corse puntuali e ben confezionate, programmi ben definiti, lotta efficace contro il doping e tutto ciò che possa alterare i risultati delle corse.

Dovendo operare con cio' che abbiamo, quello che a mio avviso manca completamente è il marketing e la diffusione delle scommesse su tutto il territorio nazionale. Non dico che tutti debbano giocare ai cavalli, ma se oltre al 10 e lotto venisse adeguatamente promossa la tris/quarté/quinté, da effettuarsi una o due volte la settimana, con schedine precompilate e disponibili in qualsiasi tabaccheria (in Francia anche in edicola), non pensate che tutto il sistema ne potrebbe avere beneficio?

Anche l'inesperto potrebbe provare 3, 4 o 5 numeri anche a caso, purchè il costo della giocata non sia eccessivo. Poi basterebbe pubblicare i risultati, indicare le somme vinte e gli eventuali jackpot, e la gente proverebbe.
Oppure dobbiamo tenerci la V7 (credo che a settimana vengano giocati circa 40/50 euro in tutta Italia)?

A voi i commenti.


se tutto va bene siamo rovinati

Offerta Esclusiva per i nostri Utenti


Rispondi

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite