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patrizio

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#1

Messaggio da patrizio » 28/08/2020 - 10:12

Oggi casualmente mi è capitato sotto mano un articolo molto datato di quando la corsa TRIS raggiungeva al giorno svariati miliardi di lire ( bei tempi) 
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Storia di un raggiro miliardario messo in piedi anni fa in una corsa a Varese, protagonista involontario un modesto cavallo che sbancò la Tris di giornata contro ogni logica..."Stangata" all'ippodromo: Amado Mio e la truffa del secolo
di Mino Bora 
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Amado Mio. Un racconto di Pasolini, la canzone della Rita Hayworth di Gilda. E il nome di un cavallo grigio protagonista suo malgrado della più grande e clamorosa truffa a sfondo ippico degli ultimi 10 anni. Altro che la "Stangata" di Redford e Newman. Altro che Hollywood. Altro che storie. Miseria e nobiltà, italico estro e squallore. E, ancora, corruzione e parossismo, droga e malavita, comicità e vergogna. Ci è mancato solo il morto, ma ci è mancato poco. Un piccolo mondo purtroppo non antico. Una corsa falsa che più vera non si può. Un gioco da nanetti (intesi anche, ma non solo, come fantini) e da 7 miliardini di vecchie lire. Per la giustizia sportiva la truffa non è mai esistita, un po' come per qualcuno la mafia, le cronache raccontano di un fatto circoscritto a un ambiente inguaribilmente malato. Ma non è vero, anzi. Quel raggiro invase l'ippica dall'esterno e sfruttò la compiacenza e l'ignoranza dei suoi controllori, e la mai dimenticata politica 'dei panni sporchi da lavare in famiglia', per non dare scandalo. Ma veniamo ai fatti, o, se preferite, a questo racconto tramandato dalle bocche degli scommettitori e degli appassionati. Invenzioni alle quali però ha creduto anche una procura che, piano piano, ha disegnato i contorni dell'episodio e seguendo i passi dei "cattivi" è arrivata a intercettare telefonate di trafficanti e riciclaggio. C'era una volta Amado Mio, allora. Che nel 1996 aveva 4 anni e, dopo una vittoria sulla lunga distanza a Varese, venne comprato da un signore senese e portato ad allenarsi sulle piste vicine a Piazza del Campo. Era di maggio e il grande colpo, la "stangata", sarebbe poi riuscita a Santo Stefano. Ancora sotto l'ombra fredda e innevata delle Prealpi, all'ippodromo varesino delle Bettole. Da maggio a Natale il cavallo venne preparato proprio da un fantino del Palio nel migliore dei modi. Anche se non sembrava così a giudicare dai risultati che Amado Mio inanellò nelle sue spedizioni a San Siro e negli ippodromi del nord: sempre ultimo discosto. Per far scendere le quotazioni e il peso da portare nella corsa Tris e far lievitare le quote. Amado Mio, per il suo grande giorno di malagloria venne dichiarato partente con i colori di un certo signor Michelotti che forse neppure mai lo vide quel purosangue grigio. In sella iscrissero un certo Enrico Casasoli, giovane fantino senese con molte meno corse e vittorie all'attivo di quante richieste dal regolamento della Tris, la gara quotidiana legata al terno ippico nazionale su cui gli italiani scommettevano, nelle ricevitorie e nei bar, ai tempi, una media di oltre 12 miliardi per volta. Amado Mio dai giornali tecnici era quotato come l'estremo outsider. Ma un fiume di scommesse si riversò su di lui fin dal mattino di quel 26 dicembre e soprattutto migliaia e migliaia di combinazioni Tris lo indicavano, sorprendentemente, al primo posto. Pazzi o bene informati? La seconda che ho scritto. Invece che a 20 contro 1 Amado pagò vincente 4 contro 5. Ma fu fin troppo così: in fondo pochi investimenti ti raddoppiano quasi il capitale in due minuti di gara. A rischio zero, in quel caso, dato che il cavallo (come risultò poi dalle analisi) fu drogato a dovere, molti dei fantini in gara pagati per non batterlo o convinti di non provarsi nemmeno a farlo. Poco prima dell'ingresso in pista un nuovo colpo di scena: Casasoli era rimasto a Siena ma a Varese capitò, guarda il caso, Otello Fancera. Che abitava a Roma ed era uno dei migliori fantini italiani. Il regolamento delle scommesse accetta i cambi di monta solo tra fantini di pari grado e livello. Il giudizio spetta ai commissari. Che non trovarono niente da eccepire. Fancera fece fatica solo a trattenere il purosangue nelle fasi preliminari: Amado era indiavolato. Ci fu una prima partenza, ma proprio la gabbia da cui avrebbe dovuto scattare il grigio non si aprì (qualcuno aveva messo un blocco) e mentre gli altri 15 cavalli si facevano un giro di pista a pieno regime, il controstarter invalidò il segnale. A questo punto il pubblico, infreddolito, si divise in due: quelli che fischiavano e quelli che ridevano. Alberto Caramella, il cronista della tv dei cavalli, diede indignato l'ordine d'arrivo della corsa prima del via. Gli tolsero la linea. E il posto di lavoro. Poi voce e immagini ritornarono. Con Amado Mio puntualmente in grado di sbaragliare il campo. E di consegnare ai facili profeti che nella Tris avevano scommesso su di lui come vincente 6 o 7 dei 13 miliardi di vecchie lirette scommessi, per gran parte da ignari avventori di un bar con la tecnica dei nomi, dei numeri e del consiglio dei giornali tecnici. Una farsa in più atti. Una truffa ancora in cerca di autore. O meglio, di mandante.

21 August 2002 pubblicato nell'edizione Nazionale (pagina 20) nella sezione "Sport" 
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Ippica ancora in prima pagina dei telegiornali (il tg5 in questo caso) per l' annuncio, da parte dei Carabinieri di Varese, della chiusura delle indagini in relazione alla corsa tris del 2004 in cui si verificò la sostituzione di Reprime con Arabian Pivot. 
Il Comandante del nucleo dei Carabinieri responsabile delle indagini, ha affermato che è stata accertata la sostituzione del cavallo, che sono stati individuati i presunti responsabili e che è stata recuperata l' ingente somma che l' operazione aveva consentito di raggranellare. 
Naturalmente non possiamo che apprezzare il fatto che si sia fatta luce su una delle pagine più brutte della storia ippica, anche se è opportuno ricordare che vale per tutti il principio della presunzione d' innocenza. 
 



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#2

Messaggio da orecchielunghe » 28/08/2020 - 10:17

patrizio ha scritto:
28/08/2020 - 10:12
Oggi casualmente mi è capitato sotto mano un articolo molto datato di quando la corsa TRIS raggiungeva al giorno svariati miliardi di lire ( bei tempi) 
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Storia di un raggiro miliardario messo in piedi anni fa in una corsa a Varese, protagonista involontario un modesto cavallo che sbancò la Tris di giornata contro ogni logica..."Stangata" all'ippodromo: Amado Mio e la truffa del secolo
di Mino Bora 
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Amado Mio. Un racconto di Pasolini, la canzone della Rita Hayworth di Gilda. E il nome di un cavallo grigio protagonista suo malgrado della più grande e clamorosa truffa a sfondo ippico degli ultimi 10 anni. Altro che la "Stangata" di Redford e Newman. Altro che Hollywood. Altro che storie. Miseria e nobiltà, italico estro e squallore. E, ancora, corruzione e parossismo, droga e malavita, comicità e vergogna. Ci è mancato solo il morto, ma ci è mancato poco. Un piccolo mondo purtroppo non antico. Una corsa falsa che più vera non si può. Un gioco da nanetti (intesi anche, ma non solo, come fantini) e da 7 miliardini di vecchie lire. Per la giustizia sportiva la truffa non è mai esistita, un po' come per qualcuno la mafia, le cronache raccontano di un fatto circoscritto a un ambiente inguaribilmente malato. Ma non è vero, anzi. Quel raggiro invase l'ippica dall'esterno e sfruttò la compiacenza e l'ignoranza dei suoi controllori, e la mai dimenticata politica 'dei panni sporchi da lavare in famiglia', per non dare scandalo. Ma veniamo ai fatti, o, se preferite, a questo racconto tramandato dalle bocche degli scommettitori e degli appassionati. Invenzioni alle quali però ha creduto anche una procura che, piano piano, ha disegnato i contorni dell'episodio e seguendo i passi dei "cattivi" è arrivata a intercettare telefonate di trafficanti e riciclaggio. C'era una volta Amado Mio, allora. Che nel 1996 aveva 4 anni e, dopo una vittoria sulla lunga distanza a Varese, venne comprato da un signore senese e portato ad allenarsi sulle piste vicine a Piazza del Campo. Era di maggio e il grande colpo, la "stangata", sarebbe poi riuscita a Santo Stefano. Ancora sotto l'ombra fredda e innevata delle Prealpi, all'ippodromo varesino delle Bettole. Da maggio a Natale il cavallo venne preparato proprio da un fantino del Palio nel migliore dei modi. Anche se non sembrava così a giudicare dai risultati che Amado Mio inanellò nelle sue spedizioni a San Siro e negli ippodromi del nord: sempre ultimo discosto. Per far scendere le quotazioni e il peso da portare nella corsa Tris e far lievitare le quote. Amado Mio, per il suo grande giorno di malagloria venne dichiarato partente con i colori di un certo signor Michelotti che forse neppure mai lo vide quel purosangue grigio. In sella iscrissero un certo Enrico Casasoli, giovane fantino senese con molte meno corse e vittorie all'attivo di quante richieste dal regolamento della Tris, la gara quotidiana legata al terno ippico nazionale su cui gli italiani scommettevano, nelle ricevitorie e nei bar, ai tempi, una media di oltre 12 miliardi per volta. Amado Mio dai giornali tecnici era quotato come l'estremo outsider. Ma un fiume di scommesse si riversò su di lui fin dal mattino di quel 26 dicembre e soprattutto migliaia e migliaia di combinazioni Tris lo indicavano, sorprendentemente, al primo posto. Pazzi o bene informati? La seconda che ho scritto. Invece che a 20 contro 1 Amado pagò vincente 4 contro 5. Ma fu fin troppo così: in fondo pochi investimenti ti raddoppiano quasi il capitale in due minuti di gara. A rischio zero, in quel caso, dato che il cavallo (come risultò poi dalle analisi) fu drogato a dovere, molti dei fantini in gara pagati per non batterlo o convinti di non provarsi nemmeno a farlo. Poco prima dell'ingresso in pista un nuovo colpo di scena: Casasoli era rimasto a Siena ma a Varese capitò, guarda il caso, Otello Fancera. Che abitava a Roma ed era uno dei migliori fantini italiani. Il regolamento delle scommesse accetta i cambi di monta solo tra fantini di pari grado e livello. Il giudizio spetta ai commissari. Che non trovarono niente da eccepire. Fancera fece fatica solo a trattenere il purosangue nelle fasi preliminari: Amado era indiavolato. Ci fu una prima partenza, ma proprio la gabbia da cui avrebbe dovuto scattare il grigio non si aprì (qualcuno aveva messo un blocco) e mentre gli altri 15 cavalli si facevano un giro di pista a pieno regime, il controstarter invalidò il segnale. A questo punto il pubblico, infreddolito, si divise in due: quelli che fischiavano e quelli che ridevano. Alberto Caramella, il cronista della tv dei cavalli, diede indignato l'ordine d'arrivo della corsa prima del via. Gli tolsero la linea. E il posto di lavoro. Poi voce e immagini ritornarono. Con Amado Mio puntualmente in grado di sbaragliare il campo. E di consegnare ai facili profeti che nella Tris avevano scommesso su di lui come vincente 6 o 7 dei 13 miliardi di vecchie lirette scommessi, per gran parte da ignari avventori di un bar con la tecnica dei nomi, dei numeri e del consiglio dei giornali tecnici. Una farsa in più atti. Una truffa ancora in cerca di autore. O meglio, di mandante.

21 August 2002 pubblicato nell'edizione Nazionale (pagina 20) nella sezione "Sport" 
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Ippica ancora in prima pagina dei telegiornali (il tg5 in questo caso) per l' annuncio, da parte dei Carabinieri di Varese, della chiusura delle indagini in relazione alla corsa tris del 2004 in cui si verificò la sostituzione di Reprime con Arabian Pivot. 
Il Comandante del nucleo dei Carabinieri responsabile delle indagini, ha affermato che è stata accertata la sostituzione del cavallo, che sono stati individuati i presunti responsabili e che è stata recuperata l' ingente somma che l' operazione aveva consentito di raggranellare. 
Naturalmente non possiamo che apprezzare il fatto che si sia fatta luce su una delle pagine più brutte della storia ippica, anche se è opportuno ricordare che vale per tutti il principio della presunzione d' innocenza. 
Sono della provincia di Varese, e pur non avendo vissuto in tempo reale la vicenda, ti assicuro che ancora oggi se ne parla, anche come termine di paragone, dicendo... e la tris di Amado Mio?
 
se tutto va bene siamo rovinati


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#3

Messaggio da patrizio » 28/08/2020 - 10:34

Ciao MARCO
pensa che nella tris dove sostituirono REPRIME con ARABIAN PIVOT,sono venuto a sapere da persone ben informate, che erano talmente ben attrezzati ,nel caso , negli ultimi cento metri ,le cose non fossero andate per il verso giusto ,avrebbero tolto la corrente dell'ippodromo per invalidare la corsa
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