Casalone (Grosseto) - Parla Andrea Ulmi

Quì potrete discutere di tutti gli argomenti che non sono presenti nelle altre categorie del forum.
Rispondi
Avatar utente

Autore Argomento

Admin

Creatore
Messaggi: 413
FC: 1040Fanta Coin
Reazioni: 37
Iscritto il: 26/12/2017 - 2:28
Contatta:

#1

Messaggio da Admin » 24/05/2018 - 14:17

Andrea Ulmi interviene sulla chiusura dell'ippodromo del Casalone, in quanto politico e grossetano, facendo intendere quanto i grossetani siano strettamente legati all'ippica e quanto impegnò metterà per provare a riportare l'ippica a Grosseto.

Di seguito, cito le sue parole:
Ho letto e apprezzato l’accorato intervento sulla chiusura dell’Ippodromo del Casalone fatto dall’amico Mauro Camuffo, due volte collega, come medico oggi e come Commissario di corse un po’ di tempo addietro

Seguendone il filo, e rivivendone la trama in me non ha prevalso la perplessità politica di voler capire perché, se si poteva evitare, quanti posti di lavoro verranno soppressi e quali interessi non dichiarati ci siano dietro, né il dispiacere di vedere disperdersi una cultura, quella del cavallo, da sempre sposata al nostro territorio anche nel mutamento dei tempi, che aveva portato le corse di giorno a maggio, l’illuminazione notturna, che ne aveva fatto un punto di riferimento per i turisti che si avvicendavano fino alla fine dell’estate il mercoledì e il sabato. No niente di tutto questo

Mi è salita invece una struggente nostalgia del tempo che fu: “al bambino Andrea Ulmi, con tanti auguri”, una busta bianca intestata Società Corse Cavalli, e dentro il pass per le corse del maggio 1968; la nostalgia dei primi soldi estivi guadagnati facendo il giudice di arrivo; mio padre medico dell’ippodromo un’intera città che viveva in sintonia con le stagioni del cavallo e del Casalone. Non esiste grossetano che non abbia frequentato l’ippodromo, che non abbia fatto suo il legame con quello spicchio della nostra cultura, che non abbia vissuto la “profana sacralità” di momenti leggeri che scandivano il tempo e il passaggio delle stagioni. È la tradizione e il perpetuarsi nei decenni a creare quella sacralità: nessun nuovo evento, per quanto economicamente rilevante, può competere con quelli storicamente radicati, il palio di Siena, il festival di Sanremo, e nel nostro piccolo la processione di San Lorenzo o il mercato del giovedì

Mi rendo conto di essere un romantico ma poi mi ricordo che sono anche un consigliere comunale di questa Città, e il segretario provinciale della Lega. In entrambi i ruoli, dunque, mi attiverò per vigilare. Chiederò di capire per quale motivo al Ministero abbiano deciso di trasferire le corse al galoppo a Follonica, ma soprattutto di dismetterle nella patria del cavallo. Voglio capire cosa si intende fare dell’area, che da sempre è stata dedicata al cavallo in tutte le sue declinazioni, allevamento, allenamento e corse, e dedicata al cavallo deve rimanere

Ci è stato sottratto il modo di rivivere un ricordo di qualcosa che appartiene alla nostra terra non voglio sorbirmi inauspicabili scempi edilizi, voglio che ci siano progetti a favore della città, in grado di tener vivi almeno i rami di quella maremmana cultura ippica, visto che le nostre radici ad oggi vengono recise



Avatar utente


orecchielunghe

Pronoman
Messaggi: 6192
FC: 1702Fanta Coin
Reazioni: 487
Iscritto il: 11/01/2018 - 9:11
Località: Leggiuno

#2

Messaggio da orecchielunghe » 24/05/2018 - 15:46

Pare che la Lega si stia interessando all'ippica, quantomeno a parole.
Credo che l'intervistato faccia bene ad evitare di parlare dei vari interessi celati dietro questa chiusura, limitandosi a parlare dell'aspetto romantico della questione, dei ricordi da bambino e tutto il resto, rivendicando come praticamente ogni ippodromo la paternità dell'ippica italiana, se non europea e mondiale.
Come scritto in altro post, ho letto da qualche parte che la società di corse che ha gestito il Casalone sia legata anche all'ippodromo abruzzese di San Giovanni Teatino (trotto), anch'esso coinvolto in questioni fallimentari/finanziarie poco chiare, e che poco hanno a che fare con l'ippica vera e propria.
Farebbe piacere a tutti, me compreso, se qualcuno s'interessasse alla riapertura ed alla gestione del Casalone, ma gli argomenti dovrebbero essere accompagnati progetti finanziariamente coperti ed attuabili.
Al momento ho sentito parlare di movimenti indirizzati verso la possibile riapertura dell'ippodromo dell'Ardenza di Livorno, altrettanto frequentato (se non di più) nelle serate estive da turisti e cittadini locali, nonostante lo stato di abbandono di tale ippodromo lascia pensare ad enormi difficoltà organizzative per ristrutturarlo e rimetterlo in condizioni di ospitare corse di cavalli.
La reazione dei grossetani, rispetto a quella tempestiva ancorchè probabilmente inutile dei livornesi, pare essere tardiva e nemmeno troppo convinta.
Come al solito concludo dicendo un bel "vedremo...".
se tutto va bene siamo rovinati

Rispondi

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite