L'ippica, la filiera e l'indotto

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orecchielunghe

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Messaggio da orecchielunghe » 19/05/2020 - 8:35

Interessante articolo-inchiesta pubblicato da mondoturf.net, che spiega tutto ciò che gira intorno all'ippica.

Inchieste: Cosa è l'ippica? Tutto l'indotto del settore spiegato in maniera elementare. Quante persone gravitano attorno ad un solo cavallo? La tassazione, il gaming, le professionalità e la socialità di un settore dimenticato ma ricco di potenziale!
 
Nella foto un quadro sintetico delle professioni nell'ippica per un cavallo.

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Cosa c'è dietro ad un cavallo da corsa? L'ippica non è considerata come meriterebbe e allora abbiamo deciso di analizzare un grafico in grado di rendere l'idea in maniera semplicissima di come girano le professioni dietro al cavallo da corsa. Il titolo è Who does one racehorse employ? Quante persone gravitano dietro UN SOLO cavallo?
Lo facciamo affinchè questo articolo abbia MASSIMA visibilità nei confronti delle istituzioni. Siamo diventati i NUOVI INVISIBILI? Per usare un termine coniato da Teresa Bellanova. La nostra Ministra sta facendo un grandissimo lavoro diplomatico per far riaprire le corse, ma non ha ancora mai parlato direttamente dell'ippica in qualsiasi suo intervento sui social o in tv. Come mai? non si capisce il perchè. Sport o settore di Serie D. Invisibile, appunto.

Cosa è l'ippica? Un caleidoscopio di professioni e di emozioni, per uno sport che si effettua all'aria aperta, sostenibile, che regala un respiro di grande cultura e per le tante figure professionali con annessi orpelli legati alla produzione. Un fenomeno sociale da sfruttare come una miniera d'oro, di un filone perduto o ancora non trovato.
Siamo i "petrolieri" di noi stessi ai tempi della grande depressione: Sappiamo che sotto la nostra terra c'è tanto greggio da pompare, ma non abbiamo i mezzi per tirarlo fuori e dunque bisogna convincere i grandi manovratori ad investire in questo. L'obiettivo è quello.
L'ippica in ogni paese del mondo è ricca, fiorente e piena di entusiasmo. La depressione di questo sport esiste solo da noi.
Siamo, ippicamente, la patria dei Ribot, Nearco e dei Federico Tesio. Un fiore all'occhiello. Cioè quelli che hanno creato e dato vita al 90% del purosangue moderno a partire da 100 anni fa. Il purosangue moderno che corre e viene valorizzato come industria in tutto il mondo. Tranne che in Italia. Tradizione e cultura dispersi.
Certo, attraversiamo una fase storica particolare, siamo "sovvenzionati" e "sopportati" ma è importante ribadire che NESSUNO ha mai voluto o vuole elemosinare niente. Abbiamo chiesto sempre e solo STRUMENTI.

Non solo il galoppo, ma il trotto italiano è addirittura ai vertici mondiali. In tv e sui giornali, però, paghiamo lo scotto di una immagine di brutti e cattivi, truffatori, ladri. Esiste, come in tutti gli altri sport, gente poco incline alla limpidezza. Ma in tutto questo, dell' l'iceberg, è gestita mediaticamente solo la parte assolutamente negativa, la punta. Solo quella. A livello di professionisti e materiale genetico non siamo secondi a nessuno.  Ma andiamo al punto.

Ippica che coinvolge mille professioni: Senza considerare quelle collaterali, abbiamo contato almeno 18 figure DIRETTE che fanno da volano per una economia vastissima, che sarebbe addirittura una miniera d'oro per lo Stato, in termini di tassazione e forza lavoro occupata da imprenditori o non imprenditori.
Fatelo vedere anche a quelli che abusano dello strumento social e parlano ancora de "i soldi de noantri" come per dire che l'ippica "ruba" soldi allo stato. Parliamo di gente che non è nemmeno censita dall'Agenzia delle Entrate perchè non ha mai pagato un copeco di tasse o non ha mai lavorato in vita sua e vive di espedienti ma si arroga il diritto di parlare solo perchè "osservatore" neutrale, o meglio "gufaccio del malaugurio", che si permette giudizi sommari. Quelli che sperano finisca tutto e subito per dire: Sono felice. Senza motivo, così. Per frustrazione. Ci stanno anche quelli, rigorosamente in un angolo. Solo li.
Questa è la parte brutta del nostro mondo che definiremo con un termine: Parassiti. Ecco, al di la dei "parassiti", c'è un mondo meraviglioso da scoprire. E quindi quei parassiti li lasciamo da parte.

Cosa c'è dietro ad un cavallo da corsa? L'allevamento, e dunque tutto ciò che rappresenta l'agricoltura in termini di campagna, spazi, forza lavoro della gente che è impiegata a piene forze nel settore. Veterinari, maniscalchi, chi trasporta e consegna i foraggi, chi fa trasporto su gomma. Tasse, anche, relativamente. In allevamento lavorano groom, artieri, excercise riders senza contare le altre figure professionali coinvolte. E chissà quali altre dimentichiamo!

Dopo l'allevamento si passa al proprietario che investe nell'idea dell'allevatore, se decide di non fare da se. Quindi l'olio o il carburante della macchina ippica. Dal proprietario si parte con l'investimento iniziale che ricade in mille rivoli del settore.
E quindi, direttamente, chi consiglia nell'acquisto di quel cavallo o un altro, e dunque si parla della figura del Bloodstock agent. Questa figura effettua viaggi, usa i mezzi di trasporto, telefona, incoraggia acquisti ed investimenti. A sua volta il bloodstock agent ha filo diretto con allevatori e allevamenti, o acquista ad un'asta pubblica. E lo affida all'allenatore che a sua volta ha tutta la schiera di operai, artieri, work riders e consulenti che lavorano per lui.
Asta organizzata da una società ben strutturata, in grado di stipendiare gli impiegati, segretari, capi settore, etc. Senza contare l'affitto per un immobile, le utenze di luce, gas, acqua, pulizia locali. Certo, lo fanno tutti, anche nelle attività più strane. Ma il nostro è un settore produttivo ad alto profilo, valorizzato in tutto il mondo. Il giorno delle aste? Ne vogliamo parlare? Organizzazione palco, pubblicità, volantini, altre figure annesse come la gestione dei live e della comunicazione.

Ed ancora: Intorno al cavallo gravita il fantino, che ha una famiglia a sua volta, e dunque anche l'agente del fantino, figura senza ancora un codice dall'Agenzia delle entrate. Il fantino acquista materiale tecnico da negozi specializzati. Tessuti e non solo. Occhialini, stivali, pantaloni, frustini. Gomma, tute tecniche. Tutto indotto.

E poi tutti gli ippodromi, che hanno persone incaricate di gestire il verde, che lavorano nelle segreterie, che puliscono le aree e mantengono ordine nelle strutture. Senza dimenticare gli artieri, chi consegna il cibo per i cavalli, cereali, mangimi, carote e prodotti veterinari. Ferrature, e mascalcia, aiutanti delle suddette figure.
Certo, tutto è migliorabile e il tema delle convenzioni statali fanno un pò storcere il naso, in molti casi. Ma nessuno ha mai messo la pistola alla tempia a chi sborsa quel denaro pubblico. Nessuno vuole la carità, perchè l'ippica è uno sport estremamente dignitoso. Risollevarlo sarebbe un trionfo delle istituzioni, e gli effetti sarebbero immediati e palesi. STRUMENTI non ELEMOSINA.

Altro argomento spinoso: Non se ne potrebbe parlare, ma tutti lo sanno. Nel settore c'è del nero. Cause varie: Ritardi dei pagamenti e pregressi ereditati che fanno dire.. ormai nessuno controlla. Non giustifichiamo, perchè il rischio è andare fuori controllo e entrare in un mondo torbido. Pensate accada solo nell'ippica? No. Anzi. La differenza è che l'ippica è demonizzata mentre il ciclismo, tanto per fare un altro esempio di mondo pluridecorato da immagine pubblica, è supportato in pieno da stampa e tv. Il ciclismo è sport nobile, ma nonostante gli stessi problemi di immagine dell'ippica, ha comunque appeal su canali Rai e su Stampa.
Ammettiamo pure ci sia del nero. Si potrebbe tranquillamente dire che tutti quei lavoratori in nero, anche se indirettamente, pagano tasse: mettono benzina, fanno la spesa, comprano scarpe e abbigliamento, ecc. Se non percepissero comunque un salario sarebbero comunque disoccupati a carico dello Stato. Ma questo è un discorso particolare e delicato, ma andava menzionato. Lo fanno tutti, del resto. A mettere benzina e spendere dei soldi per muoversi. Ma intendiamo nel lavoro.
Altra argomentazione: Recupero del territorio. Gli spazi verdi. I polmoni delle città. Le aree per i bambini, il contatto con il cavallo e cioè uno degli esseri viventi più vicini al mondo dei più piccoli.

TASSE: Il nostro potrebbe essere tranquillamente un sistema in grado di reggersi da solo. Poniamo iva forfettaria, al 10%. E attenzione: non è mai al 10%, ma ragioniamo in difetto. Solo quella manterrebbe in piedi parte del montepremi. Due miliardi di filiera? Qualche giorno era stato sollevata questa ipotesi. Bene, se parliamo di quel parametro, soltanto di iva, sui 2 miliardi di cui sopra, fanno 200 milioni, cioè più del montepremi del settore messo a disposizione del Mipaaf.

SCOMMESSE: E non abbiamo ancora trattato la materia del gaming. Lasciando stare le battaglie dei M5Stelle, senza volersi schierarsi politicamente, è oggettivo che l'ippica non possa essere considerata alla stregua degli skill games o slot machines, ed è pacifico come il famoso Decreto Dignità sia dannoso ed inutile. La nostra è una scommessa ragionata, con rigidi parametri mentali.
Perdere alle corse ti fa impazzire, certo, c'è chi ci si è rovinato anche. Ma non è colpa dell'ippica, ma dei "ludopatici", che però esistono in ogni tipo di scommesse. Pokeristi clandestini? Anche. Il poker è pubblicizzato su tutte le reti.
L'ippica è un gioco di strategia, conoscenza fine, intuito sviluppato e utilizzo della materia grigia per arrivare al ragionamento conclusivo. Nulla a che vedere con gli altri giochi, anche se qui siamo di parte. Oggettivamente tutto è verificabile e dimostrabile. Trovate un altro sport che ha le stesse mille sfaccettature dell'ippica, e ditecelo. Eppure qualcuno preferisce e incoraggia le corse virtuali, che costano poco e rendono. Brutto esempio.

Qui passiamo quindi al settore del gaming: Andando sul semplice, per non tediare il lettore. Altro indotto: Gli assuntori di gioco, le relative figure professionali all'interno, i quotisti, gli impiegati, i consulenti, e infine si torna ancora agli uffici utilizzati e quindi a tutto ciò legato a quell'aspetto: Luce, acqua, gas, internet, rete, infrastrutture, affitto e pulizia locali, manutenzione etc.
La domanda conclusiva è: Come è possibile restare invisibili? Condividiamo il più possibile.

 
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#2

Messaggio da Viking » 19/05/2020 - 13:01

Molto interessante..... ;)
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