Mipaaf - promozione e rilancio dell'ippica

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orecchielunghe

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Messaggio da orecchielunghe » 25/07/2018 - 11:48

da gioconews.it

Assegnato alle commissioni il Ddl L'Abbate sull'ippica, e Cirielli interroga in proposito in ministero.

Ippica protagonista alla Camera dei Deputati, con l'assegnazione di un Ddl e un'interrogazione a risposta scritta in merito.

È stata assegnata alla XIII Commissione Agricoltura la proposta di legge "Istituzione della Consulta tecnica per la promozione del settore ippico" d'iniziativa del deputato Giuseppe L'Abbate (M5S).

La proposta di legge, presentata a fine marzo, si pone fondamentalmente tre obiettivi:
la tutela del benessere dei cavalli; 
la tutela pubblica del settore; 
la costituzione di una Consulta tecnica per il rilancio del settore ippico.

LA RELAZIONE 

Secondo quanto si legge nella relazione di accompagnamento, il primo obiettivo della proposta, "è quello di vigilare proprio sul benessere del cavallo, (vero protagonista del settore), ovvero quello stato psicofisico dell’animale che lo rende idoneo a svolgere l’attività che gli viene richiesta. 

Il secondo obiettivo, come accennato, è la preservazione della 'tutela pubblica', che consiste nella salvaguardia e nel controllo pubblico dell’intero sistema ippico italiano, sia rispetto alla trasparenza ed alla corretta emanazione ed applicazione di norme di carattere generale che alla tutela del cavallo atleta, creando i presupposti per il miglioramento della razza equina ed allontanando il rischio di abbattimento naturale e indotto di migliaia di capi, determinato dalla riduzione di corse e di fonti di sostentamento.

Il terzo obiettivo è la costituzione di una nuova e più partecipata governance, che sia in grado di accompagnare l’ippica italiana verso un rilancio ed un ritorno all’autofinanziamento.

Per ottenere questi risultati, sarà dunque necessario: a) richiamare l’applicazione del regolamento recante norme per la disciplina organizzativa, funzionale e fiscale dei giochi e delle scommesse, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 169 del 1998, ai sensi dell’articolo 3, comma 78, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, che, avrebbe dovuto garantire una percentuale dei movimenti sulle scommesse raccolte dai concessionari da riversare nelle casse dell’Unire a sostegno dell’ippica, percentuale che la legge 1° agosto 2003, n. 200, 'Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2003, n. 147', ha provveduto prima a spalmare e poi a condonare, determinando la cancellazione dei residui attivi (minimi garantiti) dai bilanci dell’ente, e per conseguenza un ammanco drammatico al montepremi ippico; b) confermare la somma già preventivamente destinata al settore ippico come forma di 'risarcimento danni' causati dall’introduzione di nuove tipologie di scommesse, con una tassazione più agevolata ed un 'payout' maggiore, che hanno sfruttato la rete delle agenzie ippiche esistenti danneggiando le scommesse ippiche a loro vantaggio.

Non si può, infatti, privare proprio ora l’ippica di queste somme che le erano già state destinate negli anni precedenti e che le consentiranno, evitando gli errori commessi nel passato dalle diverse gestioni, di riassumere quel ruolo internazionale che tuttora conserva ed evitando, al contempo, la fuga (e la morte) di cavalli atleti e di professionalità dal Paese. Un intervento che potrà sostenere il rilancio del settore, con una imprescindibile e puntuale rendicontazione delle risorse pubbliche, impiegate unitamente all’indicazione della temporaneità dello stesso, individuabile in massimo tre-cinque anni".

Relativamente alla costituzione della nuova governance, "appare necessario approntare un
governo del settore che sia in grado di affrontare e risolvere questioni inerenti a peculiarità specifiche, istituendo una 'Consulta tecnica per il rilancio del settore ippico' che svolga tutta una serie di compiti funzionali e di supporto al presidente, nominato a capo del settore direttamente dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ai sensi della presente proposta di legge".  

L'INTERROGAZIONE CIRIELLI 

Da parte sua, il deputato di Fratelli d'Italia Edmondo Cirielli interroga il Mipaaf "quali iniziative urgenti intenda adottare, per quanto di competenza, per far uscire il settore ippico dalla grave crisi in cui versa, ridando al comparto una dignità, un’autonomia e nuove prospettive di sviluppo; come mai ad oggi non si sia ancora provveduto all’esercizio della delega". 

Cirielli premette che "è noto a tutti che il settore ippico soffre una crisi dovuta alle fallimentari gestioni pubbliche degli ultimi vent’anni aspettando una riforma che non arriva mai; proprietari, allevatori, allenatori, guidatori, fantini e tutti gli addetti diretti ed indiretti sono arrivati alla disperazione per quella che l’interrogante giudica l’incapacità del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali di effettuare i pagamenti; molti dei 42 ippodromi rischiano la chiusura a causa di clausole vessatorie senza senso imposte da un decreto, a parere dell’interrogante assurdo, che li ha penalizzati oltre misura; la morsa della malavita sta soggiogando il settore ogni giorno sempre di più; l’ippodromo di Palermo è da mesi chiuso per infiltrazioni mafiose; la gestione attuale, ad avviso dell’interrogante, non garantisce alcuna trasparenza né le più elementari regole morali richieste ad un settore così complesso; il sistema di giustizia sportiva e di controllo delle sostanze proibite costa 15 milioni di euro all’anno e non produce alcun effetto; la maggioranza delle corse sono irregolari; l’allevamento, in passato fiore all’occhiello per qualità e per risultati nel mondo, è in forte crisi e ha visto la chiusura degli impianti storici più importanti e il crollo degli investimenti; per l’incapacità e l’immobilismo del gestore, le scommesse per- dono il 20 per cento ogni anno; la gestione da parte del Ministero ha portato alla riduzione di tutti i valori economici: meno spettatori, meno mercato, meno trasparenza, meno cavalli, meno proprietari, meno scommesse e soprattutto meno legalità; il Ministro, a quanto risulta all’interrogante, non ha mai incontrato direttamente le rappresentanze del settore; sono trascorsi 12 mesi dal varo del 'collegato agricolo' e il Governo non ha ancora esercitato la delega; se si considera anche la delega fiscale che si ispirava agli stessi princìpi del collegato, sono più di mille i giorni avuti a disposizione per approvare i necessari decreti; tutta l’ippica che lavora e che investe chiede la riforma; solo una associazione, l’Anact, a cui per legge spetta un prelievo forzoso del 5 percento dai premi degli allevatori, sembra all’interrogante battersi per mantenere lo status quo". 


se tutto va bene siamo rovinati

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