Classificazione degli ippodromi

Dottò

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Contrariamente ad alcune voci che davano per rinviata la classificazione degli ippodromi causa imminente fine legislatura...
"Si comunica che il Direttore generale della PQAI, in data 31/01/2018, ha adottato il D.M. n. 6949 concernente la Classificazione degli Ippodromi ai sensi del D.M. n. 681/2016 e s.m.i.
Si comunica altresì che con successiva nota sarà trasmessa a ciascuna Società di corse la scheda di valutazione del relativo ippodromo".
Ci sono e ci saranno critiche, prese di posizione, ricorsi e controricorsi. In particolare, vengono dichiarati "fuori ruolo", quindi decaduti, alcuni ippodromi del trotto ed alcuni del galoppo. Due ippodromi (Siracusa e Treviso) sono stati messi fuori ruolo per il trotto e promossi per il galoppo (Siracusa) e l'esatto contrario per Treviso.
Al momento non è dato sapere altro, chi volesse commentare o contribuire su questo forum è come sempre il benvenuto. Grazie.
 

prato

Utente
TROTTO

IPPODROMI DI RILEVANZA STRATEGICA
Napoli

IPPODROMI DI RILEVANZA ISTITUZIONALE
Bologna, Firenze, Modena, Roma, Torino

IPPODROMO DI RILEVANZA COMMERCIALE
Albenga, Aversa, Castelluccio dei Sauri, Follonica, Milano, Montegiorgio, Padova, Pontecagnano, San Giovanni Teatino, Santi Cosma e Damiano, Taranto, Treviso, Trieste

IPPODROMI DI RILEVANZA PROMOZIONALE
Cesena, Montecatini

IPPODROMI FUORI RUOLO
Casarano, Civitanova, Siracusa, Ferrara
 

prato

Utente
GALOPPO

IPPODROMI DI RILEVANZA STRATEGICA
Milano, Roma

IPPODROMI DI RILEVANZA ISTITUZIONALE
Pisa, Siracusa

IPPODROMO DI RILEVANZA COMMERCIALE
Firenze, Grosseto, Napoli, Varese


IPPODROMI FUORI RUOLO
Capalbio, Chilivani, Corridonia, Sassari, Tagliacozzo, Villacidro, Treviso ostacoli
 

Dottò

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prato ha detto:
Io avrei fatto certamente meglio :p

diciamo che nel migliore dei casi, i parametri sono stati stabiliti da qualcuno che del settore non ne sa nulla. C'è chi fa ben altre considerazioni, sia di carattere economico/lobbystico, e anche chi tira in ballo le origini del firmatario del decreto, che mollerà ben presto la patata bollente al suo successore al MIPAAF. Ci sono già dei movimenti e delle dichiarazioni, tipo che pare che gli ippodromi fuori ruolo avranno una sovvenzione minima e potranno organizzare corse autofinanziate o extra circuito (in Sardegna pare che la regione abbia già stanziato un milione di euro) e potranno presentare un progetto al fine di raggiungere i requisiti minimi per arrivare alla 4° categoria (promozionale) con il 75% delle sovvenzioni previste per tale categoria (e di giornate di corse?). Tutto quanto verrà ben presto alla luce, ogni contributo dagli utenti sarà importante. Lo scrivente non potrà partecipare alla discussione domani 2.2, se non commenterò è perchè sarò assente quasi tutto il giorno. A presto e grazie a chi interverrà.
 

Dottò

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Non sono un esperto di trotto, certo è che vedere l'ippodromo di Cesena relegato in quarta fascia lascia allibiti. Con tre riunioni a settimana d'estate, è sempre riuscito a coinvolgere molti spettatori, assai di più rispetto ad altri ippodromi di città più grandi. Più o meno lo stesso discorso lo si può fare per Corridonia, considerato fuori ruolo anche se con bassi costi di gestione ed un pubblico sempre presente in massa. La valutazione a mio avviso più strana è quella di Siracusa, dove l'ippodromo viene considerato di seconda fascia (istituzionale) per il galoppo come Pisa, mentre viene dichiarato fuori ruolo per il trotto come Ferrara. L'ippodromo è molto bello, moderno, dotato di albergo a 5 stelle e pista di trotto da 1400 metri, tra l'altro l'unico in funzione in Sicilia dopo la forzata chiusura di Palermo per altre ragioni. Ma anche altre valutazioni lasciano perplessi. In ogni caso, è una legge ed andrà rispettata. La colpa degli ippodromi/società di corse (oltre a moltissime altre) è a mio avviso il fatto di non aver provveduto a quanto richiesto dal MIPAAF per rientrare nei requisiti di ogni fascia o minimi, giusta o sbagliata che fosse la stesura del decreto, oppure di protestare in massa nei confronti delle istituzioni, coinvolgento tutte le componenti. Quest'ultima cosa avrebbe richiesto unità d'intenti, ma la ricerca dell'interesse del proprio orticello ha impedito un accordo tra le parti. Penso che il MIPAAF, in questo modo, punti alla riduzione degli ippici (impianti, operatori ecc ecc) per poter allegramente diminuire ancora di più le sovvenzioni, sia agli ippodromi che a tutte le altre componenti. Mi immagino una lunga serie di ricorsi e di prese di posizione, in questi casi viene normalmente evocato il problema sociale, ma soprattutto occupazionale ove diversi operatori, sia diretti che dell'indotto, saranno inevitabilmente costretti al licenziamento ed alla chiusura.
 

Dottò

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Come ampiamente previsto, due secondi dopo la pubblicazione del decreto che rende effettiva la classificazione degli ippodromi, si leva il coro di proteste degli esclusi e dei danneggiati a vario titolo. Ricorsi ai TAR, scioperi, prese di posizione... secondo me tutto ciò è tardivo ed in certi casi nemmeno condivisibile. Per prima cosa, giusti o sbagliati che fossero, i parametri erano noti da tempo. Anche se taluni ippodromi si erano opposti a tale metodo di classificazione, non si è notata un'unità di intenti ma solo il tentativo di salvaguardare il proprio orticello contestando, invece delle regole sbagliate, solo quelle che non corrispondevano alle caratteristiche dell'impianto in questione. Inoltre, a mio parere, molti ippodromi non meriterebbero nemmeno la metà dei soldi elargiti dallo Stato... principalmente perchè quei soldi non vengono utilizzati per interventi al fine di migliorare la condizione delle piste da corsa, dei centri di allenamento ed in molti casi nemmeno per rendere gli ippodromi più confortevoli ed accessibili al pubblico, costantemente in diminuzione. I contributi statali potrebbero essere erogati in altro modo, togliendo risorse a chi non le utilizza o le utilizza male e concedendole ad altri ippodromi oppure alle altre categorie (proprietari ecc.) sotto forma di montepremi. Infine, concludo questa riflessione, sperando di trovare riscontro negli altri utenti che vorranno contribuire alla discussione, notando che nessuna delle categorie ippiche al di fuori delle società di corse/ippodromi, salvo qualche rara eccezione nel trotto, abbia mai fatto nulla a favore dei propri rappresentati, ed anche ora si associa alle società di corse nelle proteste... è un po' come un sindacato che affianca l'imprenditore nelle sue battaglie contro il governo senza preoccuparsi degli interessi dei lavoratori dipendenti.
 

Admin

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orecchielunghe ha detto:
Come ampiamente previsto, due secondi dopo la pubblicazione del decreto che rende effettiva la classificazione degli ippodromi, si leva il coro di proteste degli esclusi e dei danneggiati a vario titolo. Ricorsi ai TAR, scioperi, prese di posizione... secondo me tutto ciò è tardivo ed in certi casi nemmeno condivisibile. Per prima cosa, giusti o sbagliati che fossero, i parametri erano noti da tempo. Anche se taluni ippodromi si erano opposti a tale metodo di classificazione, non si è notata un'unità di intenti ma solo il tentativo di salvaguardare il proprio orticello contestando, invece delle regole sbagliate, solo quelle che non corrispondevano alle caratteristiche dell'impianto in questione. Inoltre, a mio parere, molti ippodromi non meriterebbero nemmeno la metà dei soldi elargiti dallo Stato... principalmente perchè quei soldi non vengono utilizzati per interventi al fine di migliorare la condizione delle piste da corsa, dei centri di allenamento ed in molti casi nemmeno per rendere gli ippodromi più confortevoli ed accessibili al pubblico, costantemente in diminuzione. I contributi statali potrebbero essere erogati in altro modo, togliendo risorse a chi non le utilizza o le utilizza male e concedendole ad altri ippodromi oppure alle altre categorie (proprietari ecc.) sotto forma di montepremi. Infine, concludo questa riflessione, sperando di trovare riscontro negli altri utenti che vorranno contribuire alla discussione, notando che nessuna delle categorie ippiche al di fuori delle società di corse/ippodromi, salvo qualche rara eccezione nel trotto, abbia mai fatto nulla a favore dei propri rappresentati, ed anche ora si associa alle società di corse nelle proteste... è un po' come un sindacato che affianca l'imprenditore nelle sue battaglie contro il governo senza preoccuparsi degli interessi dei lavoratori dipendenti.

Un po' come quando un'azienda licenzia tutti o quasi.. Finchè il diretto interessato non viene toccato personalmente, tutti se ne fregano..
In Italia io credo che questa filosofia di pensiero sia troppo comune, si pensa solo e troppo a se stessi e pochissimo agli altri, o perlomeno ai propri 'compagni di banco'..! :nacc:
 

Dottò

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Admin ha detto:
Un po' come quando un'azienda licenzia tutti o quasi.. Finchè il diretto interessato non viene toccato personalmente, tutti se ne fregano..
In Italia io credo che questa filosofia di pensiero sia troppo comune, si pensa solo e troppo a se stessi e pochissimo agli altri, o perlomeno ai propri 'compagni di banco'..! :nacc:

Volevo parlare della riunione di Varese del 7.2.2018... deprimente, indecorosa, inguardabile... che c'entra con la classificazione degli ippodromi?

C'entra eccome, poichè l'ippodromo di Varese, gioiellino degli anni '80 ma rimasto lo stesso dopo 40 anni, riceve dal MIPAAF una sovvenzione oltremodo esagerata, superiore al milione di euro, e viene classificato come "commerciale", cioè di terza fascia su quattro.

Lo spettacolo offerto non attirerà nè pubblico nè gioco, nel contempo ci si chiede come vengano investiti i denari elargiti dallo Stato, quindi dal contribuente, visto che la pista in sabbia (non costosissima da mantenere), le scuderie e la struttura dell'ippodromo sono da rivolta popolare.

Allo stesso tempo, ippodromi come quelli sardi, dove la passione per l'ippica, la tradizione, gli uomini di cavalli sono sempre vivi, vengono dichiarati fuori ruolo, cioè si devono autofinanziare e non parteciperanno se non per qualche spicciolo alla divisione della torta destinata ai gestori degli ippodromi.

Nella stessa situazione dei tre ippodromi sardi si trovano Corridonia nelle Marche (ippodromo con bassi costi di manuntenzione, che pur con corse di livello minimo ha sempre attirato moltissimi spettatori e generato un discreto volume di gioco) e Tagliacozzo in Abruzzo, luogo dove i cavalli di stanza a Napoli e Roma "trascorrono" spesso l'estate.

Gli ippodromi sardi sono finanziati dalla regione, e forse riusciranno in qualche modo a salvarsi, non saprei per gli altri due citati.

Sembrerebbe facile decidere per una diversa ripartizione delle risorse statali, tolgo a chi ha troppo o utilizza male e do a chi ne ha più bisogno e presenta dei progetti interessanti oppure ha una valenza sociale ed anche turistica. Invece no, poichè le società di corse/ippodromi più importanti ed influenti vogliono accaparrarsi tutta la torta senza lasciare ai piccoli nemmeno le briciole.

Se parliamo di selezione, se i grandi ippodromi investissero i soldi in qualcosa di buono ed utile (manutenzione piste, centri di allenamento, e dove mancano strutture adeguate per il pubblico), si potrebbe in qualche modo dar loro ragione, invece questi signori pensano solo ad intascare senza alcun beneficio per gli utenti.

Finora ci stanno riuscendo... sarei felice di leggere qualche commento, domanda o riflessione da parte dei membri del gruppo, anche con nuovi argomenti di discussione.
 

Admin

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orecchielunghe ha detto:
Sembrerebbe facile decidere per una diversa ripartizione delle risorse statali, tolgo a chi ha troppo o utilizza male e do a chi ne ha più bisogno e presenta dei progetti interessanti oppure ha una valenza sociale ed anche turistica. Invece no, poichè le società di corse/ippodromi più importanti ed influenti vogliono accaparrarsi tutta la torta senza lasciare ai piccoli nemmeno le briciole.

Se parliamo di selezione, se i grandi ippodromi investissero i soldi in qualcosa di buono ed utile (manutenzione piste, centri di allenamento, e dove mancano strutture adeguate per il pubblico), si potrebbe in qualche modo dar loro ragione, invece questi signori pensano solo ad intascare senza alcun beneficio per gli utenti.

Profondamente daccordo..! :triste:
 

Dottò

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Admin ha detto:
Profondamente daccordo..! :triste:

Nuova puntata sulla classificazione degli ippodromi... è stata pubblicata la "pagella" dell'ippodromo Paolo VI di Taranto.

Ebbene, è stato riscontrato un solo parametro quasi ininfluente, (scommesse interne di euro 2.500 più basse della media nazionale), attribuibile alla categoria "commerciale", cioè di terza fascia.

Nonostante tutti gli altri parametri fossero di prima o seconda fascia, l'ippodromo è stato dichiarato di terza fascia.

La cosa tragicomica è che le scommesse esterne, rispetto alla media nazionale, sono superiori di euro 40.000... e che il minor gioco interno è stato causato, anche nelle giornate di gran premi, da un guasto alla linea non imputabile alla società di corse... ma all'agenzia dei monopoli di stato che gestisce il segnale!

L'ippodromo di Taranto, forse uno dei pochi gestiti in maniera encomiabile, con pubblico, gioco, attività collaterali all'altezza, viene penalizzato per un valore poco rilevante... e causato da altri.

A voi i commenti.
 

Admin

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orecchielunghe ha detto:
Nonostante tutti gli altri parametri fossero di prima o seconda fascia, l'ippodromo è stato dichiarato di terza fascia.

La cosa tragicomica è che le scommesse esterne, rispetto alla media nazionale, sono superiori di euro 40.000... e che il minor gioco interno è stato causato, anche nelle giornate di gran premi, da un guasto alla linea non imputabile alla società di corse... ma all'agenzia dei monopoli di stato che gestisce il segnale!

Incredibile..
Io non dico che dovevano chiudere un occhio per via del guasto alla linea, che comunque sia sarebbe stata una buona ragione, ma perlomeno invece di dare una valutazione in base al parametro più 'scarso' avrebbero potuto fare una media tra le fasce assegnate dalle valutazioni dei vari servizi/numeri..!
 

Dottò

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Admin ha detto:
Incredibile..
Io non dico che dovevano chiudere un occhio per via del guasto alla linea, che comunque sia sarebbe stata una buona ragione, ma perlomeno invece di dare una valutazione in base al parametro più 'scarso' avrebbero potuto fare una media tra le fasce assegnate dalle valutazioni dei vari servizi/numeri..!

Ora vediamo se i soliti noti riusciranno a difendere l'indifendibile, affossando questo ippodromo... tant'è che c'è già qualcuno che dice che la linea per le scommesse interne è stata sospesa apposta, proprio in vista della classificazione, per punire un ippodromo "scomodo" gestito da gente senza paura e senza peli sulla lingua.
 

king1987

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Il Mipaaf promette che entro la prossima settimana verrà fatto un decreto direttoriale per la classificazione degli ippodromi.
RIAMMESSI GLI IPPODROMI DECADUTI
 

Dottò

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king1987 ha detto:
Il Mipaaf promette che entro la prossima settimana verrà fatto un decreto direttoriale per la classificazione degli ippodromi.
RIAMMESSI GLI IPPODROMI DECADUTI

Confesso l'ignoranza, ma non avevo mai sentito prima la definizione di decreto direttoriale. Comunque, nel decreto dovrebbe anche comparire una parte che riguarda la ridefinizione di alcune fasce di appartenenza degli impianti, nonchè la proroga per 6 mesi per la convenzione con gli ippodromi scaduta a fine 2017.
A leggerla così, sembra che qualcuno al ministero si sia accorto dell'errore e non possa fare a meno di rimediare. Il vantaggio apparente è che, comunque, gli ippodromi fuori ruolo abbiano dovuto presentare un piano industriale, la cui osservanza spero venga controllata dal MIPAAF stesso. Inoltre, la riammissione a ruolo prevedeva un taglio del 25% dell'ammontare delle sovvenzioni per gli ippodromi originariamente dichiarati fuori ruolo e successivamente riammessi in quarta fascia.
Vedremo se e quando queste decisioni verranno tradotte in decreto, e da cosa verranno influenzate le promozioni o retrocessioni di alcuni ippodromi.
 

Dottò

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Recenti notizie parlano di riammissione in ruolo di molti degli ippodromi esclusi dalla classificazione, in particolare i tre ippodromi sardi pare abbiano ottenuto la meritatissima deroga, a fronte dell'impegno degli imprenditori ippici locali, che hanno anche sottolineato che il 50% delle corse ivi disputate sono riservate ai purosangue arabi ed agli anglo-arabi, facenti di fatto parte di una categoria a sè stante (la cosiddetta "area sella"), per la quale non avrebbe effetto la classificazione degli ippodromi.

Non posso che felicitarmi con i responsabili degli ippodromi sardi, sempre attivi nella promozione dell'ippica e sempre propositivi, dovendo non certo per colpa loro far fronte alla bassa densità di popolazione della loro terra, che di conseguenza riduce in modo drastico alcuni dei parametri richiesti dal MIPAAF.

Si legge anche che le norme di classificazione siano in fase di revisione. Speriamo, peggio di così non si poteva fare, l'unica cosa positiva è stata che si sia fatto.
 

Dottò

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Poco dopo le prime ottimistiche dichiarazioni, arriva la smentita... non è stato firmato il decreto della riammissione in ruolo degli ippodromi esclusi, quindi al momento niente da fare per la Sardegna, che avrebbe dovuto ricominciare da Chilivani il 22.4, tra l'altro con il patrocinio di entità arabe.

Veniva minacciata anche un'azione presso il MIPAAF con relativa manifestazione, nonchè uno sciopero della fame degli addetti ai lavori... e perfino dei cavalli, ai quali non verrebbe dato da mangiare (quest'ultima cosa non la ritengo personalmente accettabile).

Vedremo che succederà oggi.
 

Dottò

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Sono state assegnate due giornate di corse all'ippodromo di Chilivani, ed anche gli altri ippodromi messi fuori ruolo cominciano a vedere la luce della speranza in fondo al tunnel.

Una cosa certa è che non basterà agli ippodromi sardi appellarsi solo alla tradizione ed alla cultura, peraltro molto importanti, ma il tutto dovrà essere corroborato da azioni mirate al miglioramento della situazione, secondo quanto stabilito dal decreto sulla classificazione degli ippodromi, che sia il testo attuale o quello che, secondo voci insistenti, sarà dopo alcune importanti modifiche.

Il decreto contempla anche la riammissione in ruolo di altri 11 ippodromi che non avevano superato il primo taglio, 10 di questi sono stati reintegrati come ippodromi promozionali ed 1 commerciale.

Arrivederci alle prossime puntate.
 

Dottò

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Voci e spifferi provenienti dal Mipaaf parlano di nuove classificazioni di alcuni ippodromi.

Si parla di:
Cesena trotto che potrebbe diventare di rilevanza commerciale, Taranto trotto istituzionale, San Giovanni Teatino trotto potrebbe riaprire, mentre cala il silenzio su Milano La Maura Trotto.

Personalmente ho la vaga sensazione che il trotto a Milano potrebbe subire una seconda chiusura del proprio impianto, dopo quella di qualche anno fà di San Siro, che comportò la dispersione dei trottatori principalmente verso Albenga e Torino, ma anche l'abbandono di diversi operatori.

Il futuro dell'area mi sembra segnato, ho qualche idea sul possibile prossimo destino del trotto milanese, ma preferisco al momento attendere qualche conferma in più.
Diciamo che forse i trottatori, ammesso che vengano sfrattati, non dovranno spostarsi di tantissimo, comunque vedremo.
 
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